PROGRAMMA SICUREZZA

Piano per la Sicurezza e il Decoro di Bologna

La sicurezza è un diritto fondamentale dei cittadini e una condizione essenziale per la libertà individuale e la qualità della vita. Per UBCC, una città sicura non è una città militarizzata, ma una comunità in cui istituzioni, residenti e territorio lavorano insieme per prevenire il degrado, ridurre la criminalità e favorire la coesione sociale.

Scegliere UBCC significa scegliere una città in cui la sicurezza è reale, partecipata e sostenibile, e non un ideale vuoto lasciato alla tolleranza del degrado.

Proponiamo un significativo aumento del pattugliamento pedonale nelle aree più sensibili della città, affidato a una unità specializzata e accuratamente addestrata della Polizia Locale, pensata come forza integrativa e non sostitutiva delle altre Forze dell’Ordine.

Questa squadra opererà con un approccio di prossimità, creando deterrenza e costruendo un rapporto dialogante con residenti e attività.

Gli agenti saranno dotati di strumenti idonei alla loro sicurezza, inclusi i Taser, in conformità con le normative statali, le linee guida ministeriali e in accordo con le rappresentanze sindacali.

Sosteniamo la creazione e la diffusione di Gruppi di Vicinato riconosciuti e supportati dal Comune, volti a migliorare la sicurezza di quartiere senza sfociare in forme di vigilanza autogestita o improvvisata.

Il fulcro sarà la collaborazione istituzionale, con il coordinamento della Polizia Locale e delle altre FF.OO., per promuovere attenzione reciproca, segnalazioni tempestive e una rete sociale più forte.

Puntiamo a un equilibrio tra rigore e inclusione: intensificare le segnalazioni al Prefetto e al Questore per gli stranieri irregolari che commettono reati, come previsto dall’art. 54, comma 5-bis, del TUEL, e parallelamente investire in percorsi di integrazione, formazione professionale e inserimento lavorativo per chi rispetta le regole e partecipa alla vita civile della città, al fine di prevenire marginalità e insicurezza.

Sosteniamo l’apertura di un Centro di Permanenza per il Rimpatrio a Bologna, assumendoci pienamente la parte di competenza comunale sotto il profilo logistico e amministrativo, e richiedendo che la struttura rispetti gli standard europei sulla detenzione amministrativa, per garantire trasparenza, legalità e condizioni dignitose. L’obiettivo è governare il fenomeno dell’immigrazione clandestina, non subirlo.

Approfondimenti

Proponiamo l’impiego delle Forze Armate nelle forme già previste dal DL 92/2008, limitatamente a compiti di sorveglianza statica e presidio dei siti sensibili, senza ruoli operativi di ordine pubblico. Una misura di supporto alle Forze dell’Ordine, non una militarizzazione della città.

L’attivazione di uffici mobili nei quartieri con maggiori criticità permetterà una presenza costante e un contatto diretto con i cittadini. Tali presidi opereranno in coordinamento con Prefettura e Questura, garantendo una risposta integrata su tutto il territorio.

Creeremo punti di ascolto dedicati alle vittime di reati, in collaborazione con associazioni delle vittime, psicologi, operatori sociali e consulenti legali, per offrire accoglienza, sostegno e orientamento concreto.

Investiremo nella modernizzazione dell’illuminazione pubblica tramite sistemi intelligenti e sensori per attenuare l’inquinamento luminoso, seguendo i principi della CPTED – Crime Prevention Through Environmental Design, per ridurre le zone d’ombra, prevenire reati e rendere gli spazi pubblici più sicuri, anche attraverso programmi si sport e cultura nei parchi.

Una città più vissuta è una città più sicura: sosteniamo festival, iniziative culturali, attività sportive e sociali che rafforzano la coesione sociale dei quartieri e aumentano la presenza positiva nello spazio pubblico.

Promuoveremo percorsi di educazione alla legalità, alla convivenza e alla prevenzione delle dipendenze e contro il bullismo, in accordo con l’Ufficio Scolastico Regionale, per agire fin dall’adolescenza sulle radici dei comportamenti a rischio.

Attiveremo sportelli comunali itineranti, all’interno dei plessi, di supporto alla sicurezza digitale per famiglie e minori, su come prevenire il cyberbullismo e l’adescamento online, e sostegno psicologico e legale per i minori coinvolti.

Sosterremo progetti di giustizia riparativa per minori e adulti, in collaborazione con l’Ufficio Esecuzione Penale Esterna (UEPE), per recuperare chi ha sbagliato e restituire valore sociale alla comunità attraverso mansioni di pubblica utilità.

Interverremo sulle aree abbandonate e i luoghi degradati con progetti di riqualificazione, verde urbano e nuovi spazi per l’associazionismo, la cultura e lo sport, contribuendo alla riduzione delle microcriminalità correlate.

Promuoveremo politiche di assegnazione e gestione dell’ERP che evitino concentrazioni problematiche e favoriscano l’inclusione, nel pieno rispetto della normativa antidiscriminatoria, per quartieri equilibrati e vivibili.

Potenzieremo i controlli e le sanzioni contro le deiezioni canine e umane, accompagnate da interventi mirati di pulizia e prevenzione attraverso la realizzazione di servizi igienici pubblici più capillari, per restituire decoro e sicurezza a strade, parchi e piazze.

Installeremo nuove telecamere esclusivamente per finalità investigative, sotto le garanzie del Garante Privacy e nel pieno rispetto del GDPR, escludendo qualunque uso legato al controllo sociale. La videosorveglianza sarà uno strumento di indagine, mai di intrusione.

Rafforzeremo la presenza di pattuglie su autobus, tram e alle fermate serali, con unità dedicate alla prevenzione di molestie e violenze, garantendo sicurezza soprattutto a donne, studenti e pendolari nelle ore di maggiore affluenza.

Potenziamento dell’illuminazione nei percorsi casa-lavoro/studio più frequentati da donne, rafforzamento dei punti di ascolto anonimi per vittime di violenza domestica e formazione specifica per la squadra specializzata della Polizia Locale.

Creazione di una rete di allerta urbana controllata, con protocolli condivisi tra cittadini, commercianti e Forze dell’Ordine, per segnalazioni rapide e coordinamento sulle emergenze, senza che questo diventi sorveglianza fai-da-te.

Il Comune promuoverà ordinanze locali per vietare il porto di coltelli e oggetti atti a offendere in luoghi pubblici sensibili, come scuole, parchi e piazze, in coordinamento con le Forze dell’Ordine e nel rispetto della normativa nazionale, rafforzando controlli e prevenzione.

Approfondimenti

Per ridurre la formazione di baby gang e comportamenti a rischio, il Comune promuoverà iniziative sportive, culturali e ricreative gratuite dedicate ai ragazzi in difficoltà, integrando educatori, psicologi e associazioni locali.

L’obiettivo è offrire alternative positive, favorire la socializzazione e tenere i giovani lontani dalle strade, rafforzando al contempo il senso di comunità e coesione sociale.

Realizzazione di una mappa delle zone a rischio e di una dashboard aggiornata sullo stato della sicurezza urbana, consultabile dai cittadini, con statistiche su furti, aggressioni e interventi delle Forze dell’Ordine, per rendere le politiche pubbliche trasparenti e misurabili.

Approfondimenti


4. Sì all’apertura di un CPR a Bologna, con standard europei

Perché un CPR a Bologna è decisivo: il nodo delle 48 ore

Nel dibattito sui CPR si parla spesso di numeri e capienza, ma si dimentica il punto decisivo: il tempo.
Quando una persona irregolare viene fermata e si valuta il trattenimento in un CPR, la legge impone che un giudice convalidi la misura entro 48 ore. Il giudice, però, non convalida ipotesi astratte: serve una misura concreta e immediatamente eseguibile.

Ed è qui che l’assenza di un CPR a Bologna fa la differenza.

Se la struttura è lontana, in un’altra regione, bisogna trovare un posto libero, organizzare il trasferimento, le scorte, i tempi. Tutto questo dentro una finestra temporale molto stretta. Quando la logistica è incerta, la richiesta di trattenimento diventa fragile e, spesso, si arriva al rilascio obbligatorio per legge.

Il CPR a Bologna diventa quindi una garanzia procedurale.

Un CPR sul territorio cambia completamente lo scenario: rende il trasferimento immediato, elimina il rischio di sforare i termini e consente al giudice di applicare davvero la legge.

Il CPR non è una pena e non risolve da solo il problema dei rimpatri, ma è l’unica alternativa legale alla strada quando il rimpatrio non è immediato e la regolarizzazione non è possibile.
Senza questa possibilità, l’amministrazione rinuncia a governare il fenomeno e il rilascio diventa la regola.


19. Divieto di porto coltelli e oggetti atti a offendere, in aree sensibili

La normativa nazionale (art. 699 c.p. e art. 4 L. 110/1975) stabilisce che:
– è vietato portare armi proprie (es. pugnali);
– per oggetti atti a offendere (coltelli comuni, forbici, ecc.) il porto è vietato solo se non c’è un “giustificato motivo”.

Questo significa che oggi la valutazione è spesso discrezionale, avviene dopo il controllo e non sempre consente prevenzione efficace.

La nostra proposta non duplica la legge, ma la rafforza in modo mirato e preventivo. Individuando le aree sensibili (scuole, parchi, piazze, zone della movida) e rendono il divieto chiaro e assoluto in quei luoghi, senza ambiguità sul “giustificato motivo”.

In questo modo si facilitano i controlli e l’intervento preventivo delle Forze dell’Ordine con una funzione deterrente prima ancora che repressiva.


25 OTTOBRE 2025 - DISTRIBUZIONE SPRAY URTICANTI IN PIAZZA XX SETTEMBRE, BOLOGNA

25 OTTOBRE 2025

COMUNICATO STAMPA

AUTOGESTIONE CIVICA

BOLOGNA RIPRENDE IN MANO IL SUO DESTINO

25 ottobre 2025 – dalle 10:30 alle 12:30
Piazza del Degrado (ex Piazza XX Settembre) – Bologna

Dopo mesi di confronti con il sindaco Lepore e l’assessore Madrid, e dopo promesse puntualmente disattese sul contrasto al degrado urbano, UBCC – Una Bologna Che Cambia annuncia l’iniziativa “Autogestione Civica”, in programma sabato 25 ottobre.

Negli ultimi mesi, numerose segnalazioni inviate dai cittadini al movimento e trasmesse alle autorità competenti sono rimaste prive di riscontro. Bologna risulta seconda in Italia per numero di denunce di violenza sessuale e al 4° posto per reati totali nelle città, ma dal Comune non sono mai arrivate soluzioni concrete, solo lamentele verso il Governo per la presunta carenza di pattuglie.

Di fronte all’immobilismo delle istituzioni, UBCC, che aveva già presentato al Sindaco le 9000 sottoscrizioni, raccolte nel solo mese di aprile 2025 per richiedere maggiore sicurezza, ritiene indispensabile restituire ai cittadini la possibilità di agire direttamente per la tutela del proprio territorio. “Autogestione Civica” sarà un momento pubblico di partecipazione e confronto, ma anche un gesto simbolico di autodifesa sociale e culturale.

Durante l’iniziativa verranno distribuiti spray urticanti gratuiti, donati esclusivamente a donne maggiorenni, come strumento di difesa personale e simbolo concreto di una cittadinanza che sceglie di reagire con responsabilità e coraggio.

“Abbiamo creduto nel dialogo, ma ora servono azioni.
Se chi amministra non garantisce sicurezza, spetta ai cittadini difendersi.”

UBCC – Una Bologna Che Cambia

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15 GIUGNO 2025 - IL RESTO DEL CARLINO: UBCC, LEPORE RICEVE I CIVICI

15 GIUGNO 2025

"Una Bologna che cambia". Lepore riceve i civici. Gorza: "Incontro positivo"

“Incontro positivo” tra ‘Una Bologna che cambia’ e Matteo Lepore. Il direttivo del movimento civico è stato ricevuto dal sindaco e dall’assessora alla Sicurezza, Matilde Madrid, per discutere i contenuti della petizione popolare firmata da oltre 8.400 cittadini: le principali richieste, come ricorda il presidente Giorgio Gorza (nella foto), riguardano maggiore illuminazione di notte e un incremento dei controlli sul territorio, in particolare in Montagnola, piazza XX Settembre e Bolognina. Il sindaco “si è dimostrato collaborativo, ha accolto con attenzione le istanze, confermando l’arrivo di 100 nuovi agenti della Polizia locale e l’impegno ad avviare incontri mirati con i cittadini che hanno subito le maggiori conseguenze del degrado urbano”.

Una Bologna che cambia esprime “fiducia per quanto si potrà ottenere”, mentre “continuerà a vigilare affinché gli impegni assunti dal Comune si traducano in azioni concrete”.

Bilancio positivo anche per l’amministrazione: “È stato un incontro positivo che ci ha consentito di approfondire alcuni dei principali fronti sui quali la nostra amministrazione è al lavoro sul tema della sicurezza”, afferma Madrid. “Abbiamo apprezzato lo spirito costruttivo del movimento civico ‘Una Bologna che cambia’ – continuano dal Comune –, con il quale ci siamo impegnati a mantenere un confronto attivo sui temi della sicurezza integrata, sui quali l’amministrazione sta riponendo attenzione e importanti risorse”.

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9 GIUGNO 2025 - UNA BOLOGNA CHE CAMBIA ENTRA IN MASSA A PALAZZO D'ACCURSIO

9 GIUGNO 2025

UNA BOLOGNA CHE CAMBIA ENTRA IN MASSA A PALAZZO D'ACCURSIO

UBCC – UNA BOLOGNA CHE CAMBIA ENTRA IN MASSA A PALAZZO D’ACCURSIO

Il Movimento Civico Una Bologna Che Cambia, dopo aver raccolto più di 8400 firme di cittadini per la “Petizione sulla Sicurezza di Bologna”, questa mattina si è recato in massa, con un seguito di cinquanta persone, a Palazzo d’Accursio per ottenere un confronto non preannunciato con il Sindaco Matteo Lepore.

“È da settimane che le richieste di dialogo del Movimento Civico, attraverso Pec e contatti con la segreteria del Primo Cittadino, vengono ignorate. E con esse anche le migliaia di persone che hanno aderito alla petizione.”, afferma Alessandro Guidetti della segreteria di UBCC.

Fra le fila del gruppo riunitosi in Comune hanno partecipato, oltre al direttivo del Movimento al completo, anche i rappresentanti degli esercenti bolognesi, gli attivisti di Lealtà Coerenza Verità (LCV), co-firmatari della petizione, e tanti cittadini che hanno lasciato per una mattina il proprio posto di lavoro per recarsi in Comune insieme a Una Bologna Che Cambia.

Il Sindaco Matteo Lepore è stato costretto, intercettato nel suo tragitto, ad avere un confronto con Giorgio Gorza, leader del Movimento, che lo ha rimproverato di non prendere in considerazione le istanze di tantissimi residenti su un argomento a loro caro come quello della sicurezza nella nostra città.

“Non è possibile che i cittadini per essere ascoltati debbano recarsi qui in massa. Lei è il Sindaco anche di chi vuole proporre delle soluzioni perché preoccupato del clima di insicurezza che si sta vivendo in città”, ciò che Giorgio Gorza ha affermato dinanzi al Sindaco.

Matteo Lepore, preso atto che i presenti esigevano una risposta seduta stante, dopo un “vi faremo sapere in settimana” è stato costretto a confermare l’appuntamento con una delegazione di UBCC questo venerdì alle ore 18:30 negli uffici di Palazzo d’Accursio.

Gli attivisti del Movimento Civico, ottenuto ciò che per diverse settimane gli era stato negato attraverso il silenzio delle istituzioni, confermano l’impegno preso dal Sindaco davanti alle televisioni locali. Il tutto si è svolto nelle solite modalità composte che contraddistinguono le azioni di UBCC, ma senza arretrare di un passo.

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PETIZIONE SULLA SICUREZZA DI BOLOGNA (far girare)

*Alla c.a. del Sindaco di Bologna Città Metropolitana Dott. Matteo Lepore*

Egregio Sindaco,

formuliamo la presente come primi firmatari quali: movimento civico “Una Bologna Che Cambia” e i gruppi affiliati “Esercenti UBCC” e “Tassisti Bolognesi UBCC”, gruppo locale della lista civica Lealtà Coerenza Verità (LCV) e in nome e per conto di tutti i cittadini firmatari.

Con questa petizione esprimiamo la nostra preoccupazione riguardo la gestione della sicurezza nella nostra città. Abbiamo constatato come l’impegno profuso per avviare cantieri, causando ripercussioni devastanti alla mobilità, non sia stato accompagnato da un’adeguata strategia per garantire la sicurezza dei cittadini. Non capiamo i motivi di tale soccombenza e ci dispiace segnalarLe che da quando Lei ha assunto la carica di primo cittadino a Palazzo D’Accursio, Bologna ha mostrato segni di crescente insicurezza.

Come ben saprà, da sempre il degrado e la sicurezza rappresentano temi centrali per il movimento UBCC che, unitamente ai sottoscrittori della presente, torna a chiedere alla Giunta Comunale una maggiore attenzione ai suddetti temi, soprattutto alla luce degli eventi recenti da noi denunciati. Ci riferiamo nello specifico ai fatti occorsi in Piazza XX Settembre e in zona Bolognina.

Stiamo registrando un aumento vertiginoso di segnalazioni da parte di cittadini, in particolare quelli del centro storico e da parte degli esercenti delle zone Lame, San Felice e Riva di Reno, che attestano la presenza costante di gruppi di giovani armati di coltelli e spray urticanti, nonché di delinquenti di varia estrazione etnica. Gli esercenti, oltre ad essere costretti a fronteggiare un calo degli incassi aggravato dai lavori per il tram, devono investire risorse per garantire la sicurezza personale e della propria attività, assumendo operatori specializzati di vigilanza anche durante le ore diurne.

Nonostante le nostre segnalazioni attraverso gli organi di informazione e manifestazioni di piazza, come la lettera aperta al sindaco nell’ottobre 2023 in Piazza Maggiore e altre iniziative, non abbiamo riscontrato interventi significativi da parte della Sua Amministrazione. Inoltre, la politica da Lei definita inclusiva ha portato un incremento della presenza di individui clandestini accolti senza un programma di integrazione ben strutturato.

In modo specifico ci chiediamo come possa una delle più importanti città d’Italia permettere che intere aree come il Parco della Montagnola, Piazza XX Settembre, l’Autostazione delle corriere, la zona universitaria e quartieri come la Bolognina e il Pilastro, siano completamente dominate dalla delinquenza organizzata e criminali spacciatori.

Contrariamente a quanto afferma, Bologna, oggi più di ieri, non è affatto una città sicura e vivibile, soprattutto negli orari post-lavorativi, dove ogni settimana si verificano episodi di violenza anche su anziani, donne e minori. Negli orari notturni, specialmente in alcune zone, la nostra città si trasforma nella Terra di nessuno.

Con queste premesse, i sottoscrittori della presente sono totalmente contrari all’eliminazione dei poliziotti di quartiere e non di meno al loro ridimensionamento. Chiediamo invece l’inserimento di forze dell’ordine aggiuntive preposte alla vigilanza nelle aree sopra menzionate e l’implementazione contestuale dell’illuminazione pubblica crepuscolare nei giardini e nei parchi, soprattutto in alcune zone periferiche dove attualmente è praticamente assente come nei quartieri Barca, Pilastro e Bolognina.
Chiediamo che non venga data la possibilità a chi commette reati di operare nel buio e che coloro che si trovano in situazioni di pericolo possano facilmente individuare vie di fuga e chiedere aiuto.

Chiediamo inoltre l’istituzione di punti d’ascolto per i cittadini vittime di episodi di delinquenza all’interno dei singoli quartieri, affinché sia possibile calendarizzare incontri a supporto delle persone in difficoltà e allo scopo di promuovere e istruire la cittadinanza ad una corretta e coordinata strategia su come fare le segnalazioni.

Reputiamo opportuno che il Comune debba intervenire nelle zone sopra elencate, ad alto rischio di criticità, con un servizio tecnico d’indagine specializzato che possa utilizzare l’ausilio di telecamere esclusivamente per identificare e fermare chi compie reati.
Abbiamo notato un efficace collocazione di telecamere in molte strade per verificare e multare i cittadini; speriamo che tali dispositivi vengano utilizzati non per fare cassa ma per promuovere un clima di maggiore sicurezza.

Fiduciosi che alle nostre richieste, formulate esclusivamente per garantire la sicurezza nella nostra città, seguiranno riscontri concreti; nostro malgrado, se verranno disattese, ci sentiremo costretti ad agire in tutela dei diritti dei cittadini.

Distinti saluti,

UNA BOLOGNA CHE CAMBIA
Giorgio Gorza (Presidente)
Alessandro Guidetti
Alessandro Fortunati
Mirko De Carli

LEALTÀ COERENZA VERITÀ
Luca Teodori
Cristina d’Onofrio


RIUNIONE DIRETTIVO UBCC 05/02/25

5 FEBBRAIO 2025

RIUNIONE DIRETTIVO UBCC 05/02/25
Eletti i membri del “comitato
Esercenti UBCC” e del quartiere
“Mazzini-Savena per UBCC”

Sarà Patrizia Teglia, che affiancherà Paolo Russo (già portavoce del comitato), la referente di UBCC per gli esercenti per il centro storico, mentre Patrizia Guidotti ed Anna Maria Loffredo rappresenteranno il movimento civico per le aree Savena e Mazzini.

Dopo mesi di lavoro, dove abbiamo sottoscritto un impegno formale a supporto della categoria con oltre 350 esercenti ed un centinaio di residenti della zona Savena Mazzini, si è deciso di formalizzare questo impegno civico con la creazione di veri e propri comitati coordinati dal direttivo di “Una Bologna che cambia”.

Il drastico calo di fatturato dovuto alla presenza dei tanti cantieri e la drammatica situazione riguardo la mobilità con l’eliminazione di centinaia di posti auto nonché il degrado crescente sono temi che accumunano esercenti del centro storico e civici del quartiere Savena che, a causa dell’immobilismo totale della giunta comunale, si trovano ora in piena emergenza.

Verrà richiesto, a breve, un incontro con il Sindaco così come già avvenuto in passato, questo per scongiurare scioperi e contestazioni a catena.

Ad oggi nulla sono servite le richieste d’aiuto alla categoria già formulate in passato che hanno portato, simbolicamente, alla consegna delle chiavi dei negozianti nella manifestazione tenutasi
sotto il voltone di palazzo d’Accursio lo scorso autunno.


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