PROGRAMMA PER L'AMBIENTE E LA TUTELA DEL VERDE URBANO

Programma per l'Ambiente e la tutela del Verde Urbano
a cura di Alessandro Guidetti

La tutela dell’ambiente e del patrimonio verde è una responsabilità pubblica che incide direttamente sulla salute, sulla sicurezza e sulla qualità della vita dei cittadini. Una Bologna Che Cambia nasce dall’impegno civico di chi chiede una gestione della città fondata su competenza, rispetto delle regole e scelte basate su dati e conoscenze scientifiche.
UBCC si impegna a difendere e valorizzare il patrimonio ambientale della città con azioni concrete, superando approcci emergenziali e decisioni dettate dalla paura o dalla convenienza, per costruire una Bologna più sicura e vivibile per le generazioni future.
La vegetazione arborea urbana è essenziale per la salute e la qualità della vita dei cittadini: va riconosciuta, tutelata e preservata ad ogni costo.
Quando necessario, deve essere curata con competenza e responsabilità, non rimossa con leggerezza attraverso interventi pianificati di sostituzione.
È fondamentale affermare il riconoscimento dei diritti della vegetazione, che va rispettata come soggetto vivo dello spazio urbano, e non trattata come un mero elemento decorativo.
È auspicabile che il Responsabile del settore verde del Comune di Bologna, di nomina politica, debba avere sensibilità sull’argomento e una competenza comprovata da studi specifici e percorsi lavorativi inerenti al tema trattato, in assenza di conflitti di interesse per rimanere in carica.
In questi anni abbiamo constatato l’assoluta incuria nel rispettare la vegetazione arborea urbana in fase di progettazione delle opere pubbliche. Ciò ha comportato il taglio delle radici di molte piante con l’inevitabile cedimento e caduta.
È indispensabile quindi che nella firma dei suddetti progetti sia anche presente quella di un perito agronomo responsabile, intervenendo con opportune modifiche al progetto e adottando accorgimenti qualora si riscontrasse una evidente compromissione della pianta.
La tutela del verde urbano non può sottostare ad una gestione privatistica che ne preclude le informazioni di pubblico interesse. I cittadini devono avere la possibilità di monitorare in tempo reale l’operato delle aziende di manutenzione del verde tramite un sistema di consultazione online, con la mappatura dello stato di salute di ogni albero cittadino, gli esami diagnostici effettuati e la calendarizzazione degli interventi.
Ad oggi le rilevazioni tecniche sono affidate alle ditte di manutenzione, le quali sono le uniche che conoscono il loro stato effettivo di salute. Questa gestione esclusiva e celata deve lasciare il posto alla trasparenza.
I cittadini hanno il diritto di conoscere le motivazioni degli abbattimenti, pertanto Una Bologna Che Cambia chiede che le rilevazioni tecniche non siano affidate alle stesse ditte di manutenzione ma, attraverso appalti separati per circoscrizioni, debbano essere incaricate le associazioni ambientaliste del territorio che hanno intenzione di assumersi la responsabilità di una corretta gestione ambientale della città, avvalendosi di propri esperti qualificati.
Come accade in altre città italiane i cittadini devono avere la possibilità di poter fare effettuare a proprie spese perizie, contro perizie e rilevazioni tecniche sullo stato di salute degli alberi per i quali sia previsto l’abbattimento, al fine di evitare abbattimenti effettuati con noncuranza o estrema leggerezza. Tali perizie possono servire ad individuare le idonee fitoterapie necessarie alla cura di un albero malato.
Durante il periodo estivo, che vede temperature eccessive per una durata sempre più lunga, è necessario intervenire con opportune irrigazioni, coinvolgendo se necessario anche la cittadinanza e associazioni di volontariato.
I CAM (Criteri Ambientali Minimi) sono regole stabilite dallo Stato per fare in modo che il denaro pubblico venga speso rispettando l’ambiente.
Nel verde pubblico significano una cosa molto semplice: alberi scelti e piantati correttamente, meno prodotti chimici, più tutela del suolo, della biodiversità e della salute dei cittadini.
Ogni nuovo contratto per la gestione del verde dovrà rispettare i CAM come da Decreto Ministeriale del 2020, in modo completo e concreto, sia nello spirito che nella forma e non solo sulla carta, applicandolo in tutte le fasi: dalla progettazione alla manutenzione.
Ad oggi vengono potati alberi all’interno dei parchi che non avrebbero alcun bisogno di potature. Spesso vengono eseguite capitozzature al fine di portare la pianta ad una eccessiva produzione di sfalci dovuta ad una ricrescita eccessiva, causando così un danneggiamento che porterà ad una continua necessità di interventi e infine un danno alla sua stabilità fino alla riduzione della sua aspettativa di vita.
Ciò che accade è anche a causa della necessità delle aziende di manutenzione di distribuire il lavoro in modo omogeneo durante tutto l’arco dell’anno, anche in periodi vietati. Tali aziende, nei periodi di calo di interventi realmente necessari, devono essere impiegate in azioni di reale tutela del territorio e di riassetto idrogeologico.
Gli abbattimenti e le potature non possono essere effettuati in modo indiscriminato durante tutto l’anno. Esistono periodi precisi in cui devono essere sospesi per tutelare la fauna selvatica, in particolare l’avifauna, durante le fasi più delicate del ciclo riproduttivo: corteggiamento, nidificazione, allevamento della prole. Intervenire in questi momenti significa causare danni irreversibili agli ecosistemi urbani e violare principi fondamentali di tutela ambientale.
Il Comune dovrà garantire il pieno rispetto di questi divieti, applicando in modo rigoroso la Direttiva Europea 2009/147/CE, in particolare l’articolo 5, che vieta la distruzione dei nidi, il disturbo e l’uccisione delle specie protette. Ogni intervento sul verde dovrà essere programmato fuori dai periodi sensibili e accompagnato da verifiche preventive, affinché la tutela della biodiversità non resti un principio astratto ma una pratica concreta.
Il Comune di Bologna ha il dovere di verificare che il personale addetto alle potature e alla manutenzione del verde sia adeguatamente formato e aggiornato, accertando l’effettivo svolgimento dei corsi di specializzazione da parte delle ditte incaricate. In assenza di tali requisiti, dovranno essere previste sanzioni e l’esclusione dagli affidamenti.
Interventi eseguiti in modo professionale riducono i danni alle piante, prevengono l’insorgenza di patologie e permettono di limitare nel tempo la necessità di monitoraggi costosi e di potature ripetute.
Le funzioni ecosistemiche di un albero (assorbimento degli inquinanti, produzione di ossigeno e mitigazione delle temperature) dipendono principalmente dal volume della chioma e dalla struttura dell’apparato radicale, non dal semplice numero di esemplari ripiantati.
Negli ultimi anni si è invece assistito alla sostituzione di grandi alberi con specie poco costose, di breve durata e a basso valore ambientale, come i Prunus pissardii o i peri da fiore, che non garantiscono ombreggiamento né reali benefici climatici. Dove lo spazio lo consente, dovranno essere messi a dimora alberi di prima o seconda grandezza, evitando l’uso di specie di terza grandezza come surrogato degli alberi maturi che da sempre caratterizzano e arricchiscono la città.
Il Parlamento Europeo riconosce il ruolo della biomassa legnosa nel raggiungimento degli obiettivi di produzione di energia da fonti rinnovabili al 2030, come previsto dalla Direttiva RED II. Tuttavia, l’impiego di biomasse provenienti dal verde urbano e forestale non può trasformarsi in un incentivo economico all’abbattimento degli alberi.
Anche alla luce di indagini condotte dalla Guardia di Finanza, è emerso come la redditività legata al conferimento delle biomasse possa favorire pratiche speculative e disboscamenti ingiustificati. Per questo motivo è necessario eliminare ogni forma di remunerazione che incentivi tali attività. Gli eventuali proventi derivanti dalla gestione del verde dovranno costituire esclusivamente entrate del Comune ed essere vincolati al reinvestimento nella tutela, manutenzione e salvaguardia del patrimonio arboreo esistente.
La gestione del verde urbano non può essere guidata dalla paura di responsabilità personali. Oggi la responsabilità penale e civile legata a eventuali danni causati dal crollo di un albero ricade prevalentemente sui tecnici che firmano le perizie di stabilità, creando un meccanismo distorsivo che favorisce abbattimenti precauzionali anche in assenza di reali condizioni di pericolo.
È necessario riequilibrare questo sistema, trasferendo la responsabilità decisionale all’Amministrazione nel suo complesso e tutelando i tecnici attraverso adeguate coperture assicurative. Le perizie dovranno tornare a essere strumenti di valutazione tecnica e non atti di autodifesa, consentendo una gestione del patrimonio arboreo basata su criteri scientifici, proporzionati e orientati alla conservazione, nel rispetto della sicurezza dei cittadini.
AMMINISTRAZIONE COMUNALE TRASPARENTE

Amministrazione comunale trasparente e buon governo del patrimonio pubblico

Una amministrazione comunale credibile si misura prima di tutto dal rispetto delle regole, dalla trasparenza delle decisioni e dalla capacità di gestire le risorse pubbliche nell’interesse esclusivo dei cittadini. Il buon governo del patrimonio pubblico significa scelte motivate, procedure corrette, concorrenza leale, responsabilità politica su ogni atto amministrativo e confronto con la cittadinanza. Solo così il Comune può garantire servizi di qualità e ricostruire un rapporto di fiducia tra istituzioni e comunità.
Scegliere UBCC significa scegliere un modo diverso di fare politica locale: concreto, trasparente e radicato nella città reale. Significa mettere al centro i cittadini, non gli equilibri di partito, e affrontare i problemi con competenza, ascolto e responsabilità, senza scorciatoie.
Il Comune deve tornare a progettare gli appalti pubblici come strumenti di servizio alla città, non come meccanismi chiusi che limitano la concorrenza. Ogni gara deve essere costruita in modo trasparente, conforme alle norme e capace di garantire qualità, efficienza e controllo sull’esecuzione dei servizi.
Per questo è fondamentale superare la logica dei grandi appalti accentrati e favorire, quando possibile, la suddivisione in lotti funzionali e territoriali. Una struttura più articolata delle gare consente una maggiore partecipazione di imprese diverse, incluse le piccole e medie realtà locali, stimola la concorrenza e riduce il rischio di monopoli o posizioni dominanti.
Allo stesso tempo, una gestione per lotti permette all’amministrazione un controllo più efficace sui servizi affidati, rendendo più semplice intervenire in caso di criticità e migliorare nel tempo la qualità delle prestazioni offerte ai cittadini. In questo modo, trasparenza e concorrenza diventano strumenti concreti di buon governo, non meri adempimenti formali.
Prima di predisporre un bando di gara, l’amministrazione comunale deve dotarsi di una reale conoscenza del contesto in cui andrà a operare. Questo significa prevedere, in modo strutturato e trasparente, consultazioni preliminari con gli operatori economici, il terzo settore e le realtà del territorio potenzialmente interessate.
Il confronto preventivo consente di raccogliere informazioni utili sulle condizioni operative, sui costi effettivi dei servizi e sui requisiti di partecipazione, evitando di costruire gare irrealistiche o sbilanciate. Un bando pensato senza ascolto rischia infatti di essere inapplicabile, di scoraggiare la partecipazione o di generare contenziosi e rilievi da parte degli organi di controllo.
Una fase di consultazione aperta e regolata permette invece di elaborare procedure più accessibili, conformi alle norme e realmente orientate all’interesse pubblico, riducendo il rischio di gare deserte e rafforzando la qualità e la credibilità dell’azione amministrativa.
La qualità dei servizi pubblici non può essere affidata esclusivamente al criterio del massimo ribasso. Ogni appalto deve prevedere criteri di valutazione chiari, oggettivi e misurabili, capaci di premiare non solo l’offerta economicamente più conveniente, ma anche la qualità delle prestazioni, la sostenibilità delle soluzioni proposte e l’affidabilità dell’operatore.
Per questo è necessario definire standard tecnici verificabili e indicatori di performance che consentano di monitorare nel tempo l’esecuzione dei contratti. Un sistema di controlli efficace, accompagnato da meccanismi di premialità e penalità, permette di tutelare l’interesse pubblico, incentivare il rispetto degli impegni assunti e intervenire tempestivamente in caso di disservizi.
In questo modo la qualità diventa un elemento concreto e misurabile dell’azione amministrativa e non una formula astratta.
La trasparenza non è solo un obbligo normativo, ma un principio di buon governo: significa rendere disponibili in anticipo tutte le informazioni e la documentazione relativa alle gare e ai servizi, in modo che cittadini, imprese e stakeholder possano conoscere regole, criteri e procedure.
Significa anche aprire momenti di confronto concreto, come seminari o audizioni pubbliche, in cui operatori economici, associazioni e cittadini possano chiarire dubbi, proporre osservazioni e partecipare attivamente alla costruzione delle scelte dell’amministrazione.
In questo modo, trasparenza e comunicazione diventano strumenti per aumentare la fiducia nella pubblica amministrazione, prevenire errori e contenziosi, e garantire decisioni più condivise e di qualità.
PROGRAMMA SICUREZZA

Piano per la Sicurezza e il Decoro di Bologna

La sicurezza è un diritto fondamentale dei cittadini e una condizione essenziale per la libertà individuale e la qualità della vita. Per UBCC, una città sicura non è una città militarizzata, ma una comunità in cui istituzioni, residenti e territorio lavorano insieme per prevenire il degrado, ridurre la criminalità e favorire la coesione sociale.
Scegliere UBCC significa scegliere una città in cui la sicurezza è reale, partecipata e sostenibile, e non un ideale vuoto lasciato alla tolleranza del degrado.
Proponiamo un significativo aumento del pattugliamento pedonale nelle aree più sensibili della città, affidato a una unità specializzata e accuratamente addestrata della Polizia Locale, pensata come forza integrativa e non sostitutiva delle altre Forze dell’Ordine.
Questa squadra opererà con un approccio di prossimità, creando deterrenza e costruendo un rapporto dialogante con residenti e attività.
Gli agenti saranno dotati di strumenti idonei alla loro sicurezza, inclusi i Taser, in conformità con le normative statali, le linee guida ministeriali e in accordo con le rappresentanze sindacali.
Sosteniamo la creazione e la diffusione di Gruppi di Vicinato riconosciuti e supportati dal Comune, volti a migliorare la sicurezza di quartiere senza sfociare in forme di vigilanza autogestita o improvvisata.
Il fulcro sarà la collaborazione istituzionale, con il coordinamento della Polizia Locale e delle altre FF.OO., per promuovere attenzione reciproca, segnalazioni tempestive e una rete sociale più forte.
Puntiamo a un equilibrio tra rigore e inclusione: intensificare le segnalazioni al Prefetto e al Questore per gli stranieri irregolari che commettono reati, come previsto dall’art. 54, comma 5-bis, del TUEL, e parallelamente investire in percorsi di integrazione, formazione professionale e inserimento lavorativo per chi rispetta le regole e partecipa alla vita civile della città, al fine di prevenire marginalità e insicurezza.
Sosteniamo l’apertura di un Centro di Permanenza per il Rimpatrio a Bologna, assumendoci pienamente la parte di competenza comunale sotto il profilo logistico e amministrativo, e richiedendo che la struttura rispetti gli standard europei sulla detenzione amministrativa, per garantire trasparenza, legalità e condizioni dignitose. L’obiettivo è governare il fenomeno dell’immigrazione clandestina, non subirlo.
Proponiamo l’impiego delle Forze Armate nelle forme già previste dal DL 92/2008, limitatamente a compiti di sorveglianza statica e presidio dei siti sensibili, senza ruoli operativi di ordine pubblico. Una misura di supporto alle Forze dell’Ordine, non una militarizzazione della città.
L’attivazione di uffici mobili nei quartieri con maggiori criticità permetterà una presenza costante e un contatto diretto con i cittadini. Tali presidi opereranno in coordinamento con Prefettura e Questura, garantendo una risposta integrata su tutto il territorio.
Creeremo punti di ascolto dedicati alle vittime di reati, in collaborazione con associazioni delle vittime, psicologi, operatori sociali e consulenti legali, per offrire accoglienza, sostegno e orientamento concreto.
Investiremo nella modernizzazione dell’illuminazione pubblica tramite sistemi intelligenti e sensori per attenuare l’inquinamento luminoso, seguendo i principi della CPTED – Crime Prevention Through Environmental Design, per ridurre le zone d’ombra, prevenire reati e rendere gli spazi pubblici più sicuri, anche attraverso programmi si sport e cultura nei parchi.
Una città più vissuta è una città più sicura: sosteniamo festival, iniziative culturali, attività sportive e sociali che rafforzano la coesione sociale dei quartieri e aumentano la presenza positiva nello spazio pubblico.
Promuoveremo percorsi di educazione alla legalità, alla convivenza e alla prevenzione delle dipendenze e contro il bullismo, in accordo con l’Ufficio Scolastico Regionale, per agire fin dall’adolescenza sulle radici dei comportamenti a rischio.
Attiveremo sportelli comunali itineranti, all’interno dei plessi, di supporto alla sicurezza digitale per famiglie e minori, su come prevenire il cyberbullismo e l’adescamento online, e sostegno psicologico e legale per i minori coinvolti.
Sosterremo progetti di giustizia riparativa per minori e adulti, in collaborazione con l’Ufficio Esecuzione Penale Esterna (UEPE), per recuperare chi ha sbagliato e restituire valore sociale alla comunità attraverso mansioni di pubblica utilità.
Interverremo sulle aree abbandonate e i luoghi degradati con progetti di riqualificazione, verde urbano e nuovi spazi per l’associazionismo, la cultura e lo sport, contribuendo alla riduzione delle microcriminalità correlate.
Promuoveremo politiche di assegnazione e gestione dell’ERP che evitino concentrazioni problematiche e favoriscano l’inclusione, nel pieno rispetto della normativa antidiscriminatoria, per quartieri equilibrati e vivibili.
Potenzieremo i controlli e le sanzioni contro le deiezioni canine e umane, accompagnate da interventi mirati di pulizia e prevenzione attraverso la realizzazione di servizi igienici pubblici più capillari, per restituire decoro e sicurezza a strade, parchi e piazze.
Installeremo nuove telecamere esclusivamente per finalità investigative, sotto le garanzie del Garante Privacy e nel pieno rispetto del GDPR, escludendo qualunque uso legato al controllo sociale. La videosorveglianza sarà uno strumento di indagine, mai di intrusione.
Rafforzeremo la presenza di pattuglie su autobus, tram e alle fermate serali, con unità dedicate alla prevenzione di molestie e violenze, garantendo sicurezza soprattutto a donne, studenti e pendolari nelle ore di maggiore affluenza.
Potenziamento dell’illuminazione nei percorsi casa-lavoro/studio più frequentati da donne, rafforzamento dei punti di ascolto anonimi per vittime di violenza domestica e formazione specifica per la squadra specializzata della Polizia Locale.
Creazione di una rete di allerta urbana controllata, con protocolli condivisi tra cittadini, commercianti e Forze dell’Ordine, per segnalazioni rapide e coordinamento sulle emergenze, senza che questo diventi sorveglianza fai-da-te.
Il Comune promuoverà ordinanze locali per vietare il porto di coltelli e oggetti atti a offendere in luoghi pubblici sensibili, come scuole, parchi e piazze, in coordinamento con le Forze dell’Ordine e nel rispetto della normativa nazionale, rafforzando controlli e prevenzione.
Per ridurre la formazione di baby gang e comportamenti a rischio, il Comune promuoverà iniziative sportive, culturali e ricreative gratuite dedicate ai ragazzi in difficoltà, integrando educatori, psicologi e associazioni locali.
L’obiettivo è offrire alternative positive, favorire la socializzazione e tenere i giovani lontani dalle strade, rafforzando al contempo il senso di comunità e coesione sociale.
Realizzazione di una mappa delle zone a rischio e di una dashboard aggiornata sullo stato della sicurezza urbana, consultabile dai cittadini, con statistiche su furti, aggressioni e interventi delle Forze dell’Ordine, per rendere le politiche pubbliche trasparenti e misurabili.
Approfondimenti
4. Sì all’apertura di un CPR a Bologna, con standard europei
Perché un CPR a Bologna è decisivo: il nodo delle 48 ore
Nel dibattito sui CPR si parla spesso di numeri e capienza, ma si dimentica il punto decisivo: il tempo.
Quando una persona irregolare viene fermata e si valuta il trattenimento in un CPR, la legge impone che un giudice convalidi la misura entro 48 ore. Il giudice, però, non convalida ipotesi astratte: serve una misura concreta e immediatamente eseguibile.
Ed è qui che l’assenza di un CPR a Bologna fa la differenza.
Se la struttura è lontana, in un’altra regione, bisogna trovare un posto libero, organizzare il trasferimento, le scorte, i tempi. Tutto questo dentro una finestra temporale molto stretta. Quando la logistica è incerta, la richiesta di trattenimento diventa fragile e, spesso, si arriva al rilascio obbligatorio per legge.
Il CPR a Bologna diventa quindi una garanzia procedurale.
Un CPR sul territorio cambia completamente lo scenario: rende il trasferimento immediato, elimina il rischio di sforare i termini e consente al giudice di applicare davvero la legge.
Il CPR non è una pena e non risolve da solo il problema dei rimpatri, ma è l’unica alternativa legale alla strada quando il rimpatrio non è immediato e la regolarizzazione non è possibile.
Senza questa possibilità, l’amministrazione rinuncia a governare il fenomeno e il rilascio diventa la regola.
19. Divieto di porto coltelli e oggetti atti a offendere, in aree sensibili
La normativa nazionale (art. 699 c.p. e art. 4 L. 110/1975) stabilisce che:
– è vietato portare armi proprie (es. pugnali);
– per oggetti atti a offendere (coltelli comuni, forbici, ecc.) il porto è vietato solo se non c’è un “giustificato motivo”.
Questo significa che oggi la valutazione è spesso discrezionale, avviene dopo il controllo e non sempre consente prevenzione efficace.
La nostra proposta non duplica la legge, ma la rafforza in modo mirato e preventivo. Individuando le aree sensibili (scuole, parchi, piazze, zone della movida) e rendono il divieto chiaro e assoluto in quei luoghi, senza ambiguità sul “giustificato motivo”.
In questo modo si facilitano i controlli e l’intervento preventivo delle Forze dell’Ordine con una funzione deterrente prima ancora che repressiva.
