PROGRAMMA PER L'AMBIENTE E LA TUTELA DEL VERDE URBANO

Programma per l'Ambiente e la tutela del Verde Urbano

a cura di Alessandro Guidetti

La tutela dell’ambiente e del patrimonio verde è una responsabilità pubblica che incide direttamente sulla salute, sulla sicurezza e sulla qualità della vita dei cittadini. Una Bologna Che Cambia nasce dall’impegno civico di chi chiede una gestione della città fondata su competenza, rispetto delle regole e scelte basate su dati e conoscenze scientifiche.

UBCC si impegna a difendere e valorizzare il patrimonio ambientale della città con azioni concrete, superando approcci emergenziali e decisioni dettate dalla paura o dalla convenienza, per costruire una Bologna più sicura e vivibile per le generazioni future.

La vegetazione arborea urbana è essenziale per la salute e la qualità della vita dei cittadini: va riconosciuta, tutelata e preservata ad ogni costo.

Quando necessario, deve essere curata con competenza e responsabilità, non rimossa con leggerezza attraverso interventi pianificati di sostituzione.

È fondamentale affermare il riconoscimento dei diritti della vegetazione, che va rispettata come soggetto vivo dello spazio urbano, e non trattata come un mero elemento decorativo.

È auspicabile che il Responsabile del settore verde del Comune di Bologna, di nomina politica, debba avere sensibilità sull’argomento e una competenza comprovata da studi specifici e percorsi lavorativi inerenti al tema trattato, in assenza di conflitti di interesse per rimanere in carica.

In questi anni abbiamo constatato l’assoluta incuria nel rispettare la vegetazione arborea urbana in fase di progettazione delle opere pubbliche. Ciò ha comportato il taglio delle radici di molte piante con l’inevitabile cedimento e caduta.

È indispensabile quindi che nella firma dei suddetti progetti sia anche presente quella di un perito agronomo responsabile, intervenendo con opportune modifiche al progetto e adottando accorgimenti qualora si riscontrasse una evidente compromissione della pianta.

La tutela del verde urbano non può sottostare ad una gestione privatistica che ne preclude le informazioni di pubblico interesse. I cittadini devono avere la possibilità di monitorare in tempo reale l’operato delle aziende di manutenzione del verde tramite un sistema di consultazione online, con la mappatura dello stato di salute di ogni albero cittadino, gli esami diagnostici effettuati e la calendarizzazione degli interventi.

Ad oggi le rilevazioni tecniche sono affidate alle ditte di manutenzione, le quali sono le uniche che conoscono il loro stato effettivo di salute. Questa gestione esclusiva e celata deve lasciare il posto alla trasparenza.

I cittadini hanno il diritto di conoscere le motivazioni degli abbattimenti, pertanto Una Bologna Che Cambia chiede che le rilevazioni tecniche non siano affidate alle stesse ditte di manutenzione ma, attraverso appalti separati per circoscrizioni, debbano essere incaricate le associazioni ambientaliste del territorio che hanno intenzione di assumersi la responsabilità di una corretta gestione ambientale della città, avvalendosi di propri esperti qualificati.

Come accade in altre città italiane i cittadini devono avere la possibilità di poter fare effettuare a proprie spese perizie, contro perizie e rilevazioni tecniche sullo stato di salute degli alberi per i quali sia previsto l’abbattimento, al fine di evitare abbattimenti effettuati con noncuranza o estrema leggerezza. Tali perizie possono servire ad individuare le idonee fitoterapie necessarie alla cura di un albero malato.

Durante il periodo estivo, che vede temperature eccessive per una durata sempre più lunga, è necessario intervenire con opportune irrigazioni, coinvolgendo se necessario anche la cittadinanza e associazioni di volontariato.

I CAM (Criteri Ambientali Minimi) sono regole stabilite dallo Stato per fare in modo che il denaro pubblico venga speso rispettando l’ambiente.

Nel verde pubblico significano una cosa molto semplice: alberi scelti e piantati correttamente, meno prodotti chimici, più tutela del suolo, della biodiversità e della salute dei cittadini.

Ogni nuovo contratto per la gestione del verde dovrà rispettare i CAM come da Decreto Ministeriale del 2020, in modo completo e concreto, sia nello spirito che nella forma e non solo sulla carta, applicandolo in tutte le fasi: dalla progettazione alla manutenzione.

Ad oggi vengono potati alberi all’interno dei parchi che non avrebbero alcun bisogno di potature. Spesso vengono eseguite capitozzature al fine di portare la pianta ad una eccessiva produzione di sfalci dovuta ad una ricrescita eccessiva, causando così un danneggiamento che porterà ad una continua necessità di interventi e infine un danno alla sua stabilità fino alla riduzione della sua aspettativa di vita.

Ciò che accade è anche a causa della necessità delle aziende di manutenzione di distribuire il lavoro in modo omogeneo durante tutto l’arco dell’anno, anche in periodi vietati. Tali aziende, nei periodi di calo di interventi realmente necessari, devono essere impiegate in azioni di reale tutela del territorio e di riassetto idrogeologico.

Gli abbattimenti e le potature non possono essere effettuati in modo indiscriminato durante tutto l’anno. Esistono periodi precisi in cui devono essere sospesi per tutelare la fauna selvatica, in particolare l’avifauna, durante le fasi più delicate del ciclo riproduttivo: corteggiamento, nidificazione, allevamento della prole. Intervenire in questi momenti significa causare danni irreversibili agli ecosistemi urbani e violare principi fondamentali di tutela ambientale.

Il Comune dovrà garantire il pieno rispetto di questi divieti, applicando in modo rigoroso la Direttiva Europea 2009/147/CE, in particolare l’articolo 5, che vieta la distruzione dei nidi, il disturbo e l’uccisione delle specie protette. Ogni intervento sul verde dovrà essere programmato fuori dai periodi sensibili e accompagnato da verifiche preventive, affinché la tutela della biodiversità non resti un principio astratto ma una pratica concreta.

Il Comune di Bologna ha il dovere di verificare che il personale addetto alle potature e alla manutenzione del verde sia adeguatamente formato e aggiornato, accertando l’effettivo svolgimento dei corsi di specializzazione da parte delle ditte incaricate. In assenza di tali requisiti, dovranno essere previste sanzioni e l’esclusione dagli affidamenti.

Interventi eseguiti in modo professionale riducono i danni alle piante, prevengono l’insorgenza di patologie e permettono di limitare nel tempo la necessità di monitoraggi costosi e di potature ripetute.

Le funzioni ecosistemiche di un albero (assorbimento degli inquinanti, produzione di ossigeno e mitigazione delle temperature) dipendono principalmente dal volume della chioma e dalla struttura dell’apparato radicale, non dal semplice numero di esemplari ripiantati.

Negli ultimi anni si è invece assistito alla sostituzione di grandi alberi con specie poco costose, di breve durata e a basso valore ambientale, come i Prunus pissardii o i peri da fiore, che non garantiscono ombreggiamento né reali benefici climatici. Dove lo spazio lo consente, dovranno essere messi a dimora alberi di prima o seconda grandezza, evitando l’uso di specie di terza grandezza come surrogato degli alberi maturi che da sempre caratterizzano e arricchiscono la città.

Il Parlamento Europeo riconosce il ruolo della biomassa legnosa nel raggiungimento degli obiettivi di produzione di energia da fonti rinnovabili al 2030, come previsto dalla Direttiva RED II. Tuttavia, l’impiego di biomasse provenienti dal verde urbano e forestale non può trasformarsi in un incentivo economico all’abbattimento degli alberi.

Anche alla luce di indagini condotte dalla Guardia di Finanza, è emerso come la redditività legata al conferimento delle biomasse possa favorire pratiche speculative e disboscamenti ingiustificati. Per questo motivo è necessario eliminare ogni forma di remunerazione che incentivi tali attività. Gli eventuali proventi derivanti dalla gestione del verde dovranno costituire esclusivamente entrate del Comune ed essere vincolati al reinvestimento nella tutela, manutenzione e salvaguardia del patrimonio arboreo esistente.

La gestione del verde urbano non può essere guidata dalla paura di responsabilità personali. Oggi la responsabilità penale e civile legata a eventuali danni causati dal crollo di un albero ricade prevalentemente sui tecnici che firmano le perizie di stabilità, creando un meccanismo distorsivo che favorisce abbattimenti precauzionali anche in assenza di reali condizioni di pericolo.

È necessario riequilibrare questo sistema, trasferendo la responsabilità decisionale all’Amministrazione nel suo complesso e tutelando i tecnici attraverso adeguate coperture assicurative. Le perizie dovranno tornare a essere strumenti di valutazione tecnica e non atti di autodifesa, consentendo una gestione del patrimonio arboreo basata su criteri scientifici, proporzionati e orientati alla conservazione, nel rispetto della sicurezza dei cittadini.


AMMINISTRAZIONE COMUNALE TRASPARENTE

Amministrazione comunale trasparente e buon governo del patrimonio pubblico

Una amministrazione comunale credibile si misura prima di tutto dal rispetto delle regole, dalla trasparenza delle decisioni e dalla capacità di gestire le risorse pubbliche nell’interesse esclusivo dei cittadini. Il buon governo del patrimonio pubblico significa scelte motivate, procedure corrette, concorrenza leale, responsabilità politica su ogni atto amministrativo e confronto con la cittadinanza. Solo così il Comune può garantire servizi di qualità e ricostruire un rapporto di fiducia tra istituzioni e comunità.

Scegliere UBCC significa scegliere un modo diverso di fare politica locale: concreto, trasparente e radicato nella città reale. Significa mettere al centro i cittadini, non gli equilibri di partito, e affrontare i problemi con competenza, ascolto e responsabilità, senza scorciatoie.

Il Comune deve tornare a progettare gli appalti pubblici come strumenti di servizio alla città, non come meccanismi chiusi che limitano la concorrenza. Ogni gara deve essere costruita in modo trasparente, conforme alle norme e capace di garantire qualità, efficienza e controllo sull’esecuzione dei servizi.

Per questo è fondamentale superare la logica dei grandi appalti accentrati e favorire, quando possibile, la suddivisione in lotti funzionali e territoriali. Una struttura più articolata delle gare consente una maggiore partecipazione di imprese diverse, incluse le piccole e medie realtà locali, stimola la concorrenza e riduce il rischio di monopoli o posizioni dominanti.

Allo stesso tempo, una gestione per lotti permette all’amministrazione un controllo più efficace sui servizi affidati, rendendo più semplice intervenire in caso di criticità e migliorare nel tempo la qualità delle prestazioni offerte ai cittadini. In questo modo, trasparenza e concorrenza diventano strumenti concreti di buon governo, non meri adempimenti formali.

Prima di predisporre un bando di gara, l’amministrazione comunale deve dotarsi di una reale conoscenza del contesto in cui andrà a operare. Questo significa prevedere, in modo strutturato e trasparente, consultazioni preliminari con gli operatori economici, il terzo settore e le realtà del territorio potenzialmente interessate.

Il confronto preventivo consente di raccogliere informazioni utili sulle condizioni operative, sui costi effettivi dei servizi e sui requisiti di partecipazione, evitando di costruire gare irrealistiche o sbilanciate. Un bando pensato senza ascolto rischia infatti di essere inapplicabile, di scoraggiare la partecipazione o di generare contenziosi e rilievi da parte degli organi di controllo.

Una fase di consultazione aperta e regolata permette invece di elaborare procedure più accessibili, conformi alle norme e realmente orientate all’interesse pubblico, riducendo il rischio di gare deserte e rafforzando la qualità e la credibilità dell’azione amministrativa.

La qualità dei servizi pubblici non può essere affidata esclusivamente al criterio del massimo ribasso. Ogni appalto deve prevedere criteri di valutazione chiari, oggettivi e misurabili, capaci di premiare non solo l’offerta economicamente più conveniente, ma anche la qualità delle prestazioni, la sostenibilità delle soluzioni proposte e l’affidabilità dell’operatore.

Per questo è necessario definire standard tecnici verificabili e indicatori di performance che consentano di monitorare nel tempo l’esecuzione dei contratti. Un sistema di controlli efficace, accompagnato da meccanismi di premialità e penalità, permette di tutelare l’interesse pubblico, incentivare il rispetto degli impegni assunti e intervenire tempestivamente in caso di disservizi.

In questo modo la qualità diventa un elemento concreto e misurabile dell’azione amministrativa e non una formula astratta.

La trasparenza non è solo un obbligo normativo, ma un principio di buon governo: significa rendere disponibili in anticipo tutte le informazioni e la documentazione relativa alle gare e ai servizi, in modo che cittadini, imprese e stakeholder possano conoscere regole, criteri e procedure.

Significa anche aprire momenti di confronto concreto, come seminari o audizioni pubbliche, in cui operatori economici, associazioni e cittadini possano chiarire dubbi, proporre osservazioni e partecipare attivamente alla costruzione delle scelte dell’amministrazione.

In questo modo, trasparenza e comunicazione diventano strumenti per aumentare la fiducia nella pubblica amministrazione, prevenire errori e contenziosi, e garantire decisioni più condivise e di qualità.


PROGRAMMA SICUREZZA

Piano per la Sicurezza e il Decoro di Bologna

La sicurezza è un diritto fondamentale dei cittadini e una condizione essenziale per la libertà individuale e la qualità della vita. Per UBCC, una città sicura non è una città militarizzata, ma una comunità in cui istituzioni, residenti e territorio lavorano insieme per prevenire il degrado, ridurre la criminalità e favorire la coesione sociale.

Scegliere UBCC significa scegliere una città in cui la sicurezza è reale, partecipata e sostenibile, e non un ideale vuoto lasciato alla tolleranza del degrado.

Proponiamo un significativo aumento del pattugliamento pedonale nelle aree più sensibili della città, affidato a una unità specializzata e accuratamente addestrata della Polizia Locale, pensata come forza integrativa e non sostitutiva delle altre Forze dell’Ordine.

Questa squadra opererà con un approccio di prossimità, creando deterrenza e costruendo un rapporto dialogante con residenti e attività.

Gli agenti saranno dotati di strumenti idonei alla loro sicurezza, inclusi i Taser, in conformità con le normative statali, le linee guida ministeriali e in accordo con le rappresentanze sindacali.

Sosteniamo la creazione e la diffusione di Gruppi di Vicinato riconosciuti e supportati dal Comune, volti a migliorare la sicurezza di quartiere senza sfociare in forme di vigilanza autogestita o improvvisata.

Il fulcro sarà la collaborazione istituzionale, con il coordinamento della Polizia Locale e delle altre FF.OO., per promuovere attenzione reciproca, segnalazioni tempestive e una rete sociale più forte.

Puntiamo a un equilibrio tra rigore e inclusione: intensificare le segnalazioni al Prefetto e al Questore per gli stranieri irregolari che commettono reati, come previsto dall’art. 54, comma 5-bis, del TUEL, e parallelamente investire in percorsi di integrazione, formazione professionale e inserimento lavorativo per chi rispetta le regole e partecipa alla vita civile della città, al fine di prevenire marginalità e insicurezza.

Sosteniamo l’apertura di un Centro di Permanenza per il Rimpatrio a Bologna, assumendoci pienamente la parte di competenza comunale sotto il profilo logistico e amministrativo, e richiedendo che la struttura rispetti gli standard europei sulla detenzione amministrativa, per garantire trasparenza, legalità e condizioni dignitose. L’obiettivo è governare il fenomeno dell’immigrazione clandestina, non subirlo.

Approfondimenti

Proponiamo l’impiego delle Forze Armate nelle forme già previste dal DL 92/2008, limitatamente a compiti di sorveglianza statica e presidio dei siti sensibili, senza ruoli operativi di ordine pubblico. Una misura di supporto alle Forze dell’Ordine, non una militarizzazione della città.

L’attivazione di uffici mobili nei quartieri con maggiori criticità permetterà una presenza costante e un contatto diretto con i cittadini. Tali presidi opereranno in coordinamento con Prefettura e Questura, garantendo una risposta integrata su tutto il territorio.

Creeremo punti di ascolto dedicati alle vittime di reati, in collaborazione con associazioni delle vittime, psicologi, operatori sociali e consulenti legali, per offrire accoglienza, sostegno e orientamento concreto.

Investiremo nella modernizzazione dell’illuminazione pubblica tramite sistemi intelligenti e sensori per attenuare l’inquinamento luminoso, seguendo i principi della CPTED – Crime Prevention Through Environmental Design, per ridurre le zone d’ombra, prevenire reati e rendere gli spazi pubblici più sicuri, anche attraverso programmi si sport e cultura nei parchi.

Una città più vissuta è una città più sicura: sosteniamo festival, iniziative culturali, attività sportive e sociali che rafforzano la coesione sociale dei quartieri e aumentano la presenza positiva nello spazio pubblico.

Promuoveremo percorsi di educazione alla legalità, alla convivenza e alla prevenzione delle dipendenze e contro il bullismo, in accordo con l’Ufficio Scolastico Regionale, per agire fin dall’adolescenza sulle radici dei comportamenti a rischio.

Attiveremo sportelli comunali itineranti, all’interno dei plessi, di supporto alla sicurezza digitale per famiglie e minori, su come prevenire il cyberbullismo e l’adescamento online, e sostegno psicologico e legale per i minori coinvolti.

Sosterremo progetti di giustizia riparativa per minori e adulti, in collaborazione con l’Ufficio Esecuzione Penale Esterna (UEPE), per recuperare chi ha sbagliato e restituire valore sociale alla comunità attraverso mansioni di pubblica utilità.

Interverremo sulle aree abbandonate e i luoghi degradati con progetti di riqualificazione, verde urbano e nuovi spazi per l’associazionismo, la cultura e lo sport, contribuendo alla riduzione delle microcriminalità correlate.

Promuoveremo politiche di assegnazione e gestione dell’ERP che evitino concentrazioni problematiche e favoriscano l’inclusione, nel pieno rispetto della normativa antidiscriminatoria, per quartieri equilibrati e vivibili.

Potenzieremo i controlli e le sanzioni contro le deiezioni canine e umane, accompagnate da interventi mirati di pulizia e prevenzione attraverso la realizzazione di servizi igienici pubblici più capillari, per restituire decoro e sicurezza a strade, parchi e piazze.

Installeremo nuove telecamere esclusivamente per finalità investigative, sotto le garanzie del Garante Privacy e nel pieno rispetto del GDPR, escludendo qualunque uso legato al controllo sociale. La videosorveglianza sarà uno strumento di indagine, mai di intrusione.

Rafforzeremo la presenza di pattuglie su autobus, tram e alle fermate serali, con unità dedicate alla prevenzione di molestie e violenze, garantendo sicurezza soprattutto a donne, studenti e pendolari nelle ore di maggiore affluenza.

Potenziamento dell’illuminazione nei percorsi casa-lavoro/studio più frequentati da donne, rafforzamento dei punti di ascolto anonimi per vittime di violenza domestica e formazione specifica per la squadra specializzata della Polizia Locale.

Creazione di una rete di allerta urbana controllata, con protocolli condivisi tra cittadini, commercianti e Forze dell’Ordine, per segnalazioni rapide e coordinamento sulle emergenze, senza che questo diventi sorveglianza fai-da-te.

Il Comune promuoverà ordinanze locali per vietare il porto di coltelli e oggetti atti a offendere in luoghi pubblici sensibili, come scuole, parchi e piazze, in coordinamento con le Forze dell’Ordine e nel rispetto della normativa nazionale, rafforzando controlli e prevenzione.

Approfondimenti

Per ridurre la formazione di baby gang e comportamenti a rischio, il Comune promuoverà iniziative sportive, culturali e ricreative gratuite dedicate ai ragazzi in difficoltà, integrando educatori, psicologi e associazioni locali.

L’obiettivo è offrire alternative positive, favorire la socializzazione e tenere i giovani lontani dalle strade, rafforzando al contempo il senso di comunità e coesione sociale.

Realizzazione di una mappa delle zone a rischio e di una dashboard aggiornata sullo stato della sicurezza urbana, consultabile dai cittadini, con statistiche su furti, aggressioni e interventi delle Forze dell’Ordine, per rendere le politiche pubbliche trasparenti e misurabili.

Approfondimenti


4. Sì all’apertura di un CPR a Bologna, con standard europei

Perché un CPR a Bologna è decisivo: il nodo delle 48 ore

Nel dibattito sui CPR si parla spesso di numeri e capienza, ma si dimentica il punto decisivo: il tempo.
Quando una persona irregolare viene fermata e si valuta il trattenimento in un CPR, la legge impone che un giudice convalidi la misura entro 48 ore. Il giudice, però, non convalida ipotesi astratte: serve una misura concreta e immediatamente eseguibile.

Ed è qui che l’assenza di un CPR a Bologna fa la differenza.

Se la struttura è lontana, in un’altra regione, bisogna trovare un posto libero, organizzare il trasferimento, le scorte, i tempi. Tutto questo dentro una finestra temporale molto stretta. Quando la logistica è incerta, la richiesta di trattenimento diventa fragile e, spesso, si arriva al rilascio obbligatorio per legge.

Il CPR a Bologna diventa quindi una garanzia procedurale.

Un CPR sul territorio cambia completamente lo scenario: rende il trasferimento immediato, elimina il rischio di sforare i termini e consente al giudice di applicare davvero la legge.

Il CPR non è una pena e non risolve da solo il problema dei rimpatri, ma è l’unica alternativa legale alla strada quando il rimpatrio non è immediato e la regolarizzazione non è possibile.
Senza questa possibilità, l’amministrazione rinuncia a governare il fenomeno e il rilascio diventa la regola.


19. Divieto di porto coltelli e oggetti atti a offendere, in aree sensibili

La normativa nazionale (art. 699 c.p. e art. 4 L. 110/1975) stabilisce che:
– è vietato portare armi proprie (es. pugnali);
– per oggetti atti a offendere (coltelli comuni, forbici, ecc.) il porto è vietato solo se non c’è un “giustificato motivo”.

Questo significa che oggi la valutazione è spesso discrezionale, avviene dopo il controllo e non sempre consente prevenzione efficace.

La nostra proposta non duplica la legge, ma la rafforza in modo mirato e preventivo. Individuando le aree sensibili (scuole, parchi, piazze, zone della movida) e rendono il divieto chiaro e assoluto in quei luoghi, senza ambiguità sul “giustificato motivo”.

In questo modo si facilitano i controlli e l’intervento preventivo delle Forze dell’Ordine con una funzione deterrente prima ancora che repressiva.


GRATTACIELI, GRU E CENTRI DI POTERE

12 DICEMBRE 2025

GRATTACIELI, GRU E CENTRI DI POTERE

In questi giorni si insiste molto sull’idea di una Bologna proiettata a diventare il nuovo snodo dei grandi colossi finanziari. È una visione legittima, certo, ma che solleva interrogativi profondi sul ruolo sociale di un’amministrazione pubblica.

A cosa deve mirare davvero una città? Allargare il pluralismo economico può essere un’opportunità, ma non è un valore in sé se non si accompagna a un beneficio concreto per le persone che in quella città vivono.

Il punto è proprio questo: quanto questi interessi rispondono al bene collettivo e quanto invece agli obiettivi personali, politici o economici, di chi dovrebbe amministrarci?
Ancora una volta, i cittadini rischiano di non essere il centro delle scelte, mentre la città viene trattata come una scacchiera su cui posizionare pedoni, alfieri e cavalli per consolidare rapporti di potere esclusivi.

I vantaggi per la comunità devono essere espliciti, verificabili e misurabili. Altrimenti ciò che si produce è solo la sostituzione di un apparato con un altro, o la sua integrazione, senza che questo generi un reale miglioramento dell’interesse pubblico.

Esiste un’altra idea di Bologna, più semplice e allo stesso tempo più ambiziosa. Una città che non misura il proprio valore in grattacieli o capitali in arrivo, ma nella qualità della vita che offre ai suoi cittadini.

Una città che punta sull’innovazione diffusa, non sulla concentrazione del potere economico. Che mette al centro i quartieri, le relazioni, il lavoro delle piccole e medie imprese, non la dipendenza dai grandi interessi privati.

Una Bologna che vuole crescere, sì, ma con un modello che redistribuisca ricchezza invece di accentrarla.

La visione di un futuro che parte dalle piccole realtà, che vanno preservate, tutelate e sostenute perché sono loro a presidiare il territorio e a mantenerlo vivo. Senza questo tessuto diffuso, Bologna rischia di trasformarsi in un grande dormitorio dove fra casa e grattacieli esisterà solo il nulla, cedendo il campo all’insicurezza diffusa.

Proprio come a Milano.

Alessandro Guidetti
Una Bologna Che Cambia


25 OTTOBRE 2025 - DISTRIBUZIONE SPRAY URTICANTI IN PIAZZA XX SETTEMBRE, BOLOGNA

25 OTTOBRE 2025

COMUNICATO STAMPA

AUTOGESTIONE CIVICA

BOLOGNA RIPRENDE IN MANO IL SUO DESTINO

25 ottobre 2025 – dalle 10:30 alle 12:30
Piazza del Degrado (ex Piazza XX Settembre) – Bologna

Dopo mesi di confronti con il sindaco Lepore e l’assessore Madrid, e dopo promesse puntualmente disattese sul contrasto al degrado urbano, UBCC – Una Bologna Che Cambia annuncia l’iniziativa “Autogestione Civica”, in programma sabato 25 ottobre.

Negli ultimi mesi, numerose segnalazioni inviate dai cittadini al movimento e trasmesse alle autorità competenti sono rimaste prive di riscontro. Bologna risulta seconda in Italia per numero di denunce di violenza sessuale e al 4° posto per reati totali nelle città, ma dal Comune non sono mai arrivate soluzioni concrete, solo lamentele verso il Governo per la presunta carenza di pattuglie.

Di fronte all’immobilismo delle istituzioni, UBCC, che aveva già presentato al Sindaco le 9000 sottoscrizioni, raccolte nel solo mese di aprile 2025 per richiedere maggiore sicurezza, ritiene indispensabile restituire ai cittadini la possibilità di agire direttamente per la tutela del proprio territorio. “Autogestione Civica” sarà un momento pubblico di partecipazione e confronto, ma anche un gesto simbolico di autodifesa sociale e culturale.

Durante l’iniziativa verranno distribuiti spray urticanti gratuiti, donati esclusivamente a donne maggiorenni, come strumento di difesa personale e simbolo concreto di una cittadinanza che sceglie di reagire con responsabilità e coraggio.

“Abbiamo creduto nel dialogo, ma ora servono azioni.
Se chi amministra non garantisce sicurezza, spetta ai cittadini difendersi.”

UBCC – Una Bologna Che Cambia

ARTICOLI CORRELATI


10 OTTOBRE 2025 - AUTOGESTIONE CIVICA

10 OTTOBRE 2025

AUTOGESTIONE CIVICA

DA OGGI BOLOGNA RIPRENDE IN MANO IL SUO DESTINO

Una Bologna Che Cambia passa dalle parole ai fatti.
In risposta alle gravi mancanze della Giunta comunale, nasce un programma di autogestione civica, un percorso che parte dai cittadini e per i cittadini.

La prima iniziativa sarà dedicata a un tema fondamentale: la SICUREZZA.
Un evento pensato soprattutto per le donne, troppo spesso lasciate sole e indifese di fronte al degrado e alla criminalità che ormai dominano le nostre strade.

📅 Appuntamento: 25 ottobre
Nei prossimi giorni vi comunicheremo tutti i dettagli.
Siamo certi della grande partecipazione di chi non si sente rappresentato dal sindaco Lepore e vuole una Bologna finalmente sicura, libera e giusta.

Una Bologna Che Cambia

ARTICOLI CORRELATI


EMERGENZA ABITATIVA - Vietare o limitare gli affitti brevi è davvero la soluzione?

17 SETTEMBRE 2025

AFFITTI BREVI: limitare i cittadini non risolve l’emergenza abitativa

Negli ultimi giorni il Sindaco Lepore ha annunciato l’intenzione di intervenire sugli affitti brevi, seguendo l’onda di provvedimenti già adottati in altre città italiane ed europee. La motivazione è nota: i prezzi delle case a Bologna sono ormai insostenibili, e sempre più famiglie e studenti faticano a trovare un alloggio a costi accessibili.

 

Tuttavia, è doveroso chiedersi: vietare o limitare gli affitti brevi è davvero la soluzione?

Molti cittadini la pensano diversamente, e non senza ragione. Una norma che incide in maniera diretta sul diritto di proprietà rischia di colpire persone che hanno investito i propri risparmi in un appartamento da mettere a reddito, spesso per integrare una pensione o sostenere i figli negli studi. Non tutti i proprietari sono speculatori, e confondere il piccolo risparmiatore con il grande gruppo immobiliare significa sbagliare bersaglio.

 

Quali sono le soluzioni alternative?

 

Se l’obiettivo è affrontare l’emergenza abitativa, occorre agire con strumenti più equi ed efficaci:

 

RECUPERO DEL PATRIMONIO EDILIZIO PUBBLICO ABBANDONATO
A Bologna ci sono immobili vuoti e aree dismesse che potrebbero diventare alloggi popolari o studentati a canone calmierato. Prima di penalizzare i cittadini, l’amministrazione dovrebbe dare l’esempio utilizzando ciò che già ha.

 

INCENTIVI FISCALI PER GLI AFFITTI A LUNGO TERMINE
Invece di vietare gli affitti brevi, si può rendere più conveniente affittare a lungo termine, ad esempio con sgravi fiscali per chi affitta a studenti e famiglie a prezzi calmierati.

 

FONDO COMUNALE DI GARANZIA PER GLI INQUILINI
Uno dei motivi che spinge i proprietari verso gli affitti brevi è il timore di morosità o danni. Un fondo comunale che faccia da garanzia per gli affitti a lungo termine aiuterebbe a ricostruire fiducia fra proprietari e inquilini.

 

STUDENTATI PUBBLICI E EDILIZIA SOCIALE
Bologna è una città universitaria e vive una pressione abitativa costante. Occorrono più studentati pubblici e progetti di edilizia sociale, non scorciatoie che scaricano i costi sul cittadino.

 

REGOLE PIÙ SEVERE PER I GRANDI OPERATORI, NON PER I PRIVATI
Il problema degli affitti brevi non sono le famiglie che affittano un appartamento su Airbnb, ma i grandi gestori con decine di immobili. Una regolamentazione mirata potrebbe colpire gli eccessi, senza limitare il diritto di chi possiede una o due case.

 

La casa è un diritto, ma anche la proprietà lo è. Colpire i piccoli proprietari non risolve l’emergenza abitativa, rischia soltanto di impoverire la città e creare ulteriore conflitto sociale.
Per affrontare davvero la crisi occorrono politiche pubbliche coraggiose, non divieti che suonano più come uno scarico di responsabilità che come una soluzione.

 

Una Bologna Che Cambia


6 OTTOBRE 2025 - ASSEMBLEA PUBBLICA - UBCC SAVENA MAZZINI

6 OTTOBRE 2025 - ORE 21:00

ASSEMBLEA PUBBLICA
UBCC SAVENA MAZZINI

PRESSO: VIA ARNO 36
“CENTRO COMMERCIALE ARNO”
PARCHEGGIO CONSIGLIATO: VIA FIRENZE

Accesso esclusivamente su prenotazione inviando un messaggio WhatsApp ad uno dei seguenti numeri:

  • 3335976488
  • 3661395939

📌 La prenotazione è obbligatoria, in quanto i posti sono limitati. Per partecipare, scrivete su WhatsApp a uno dei numeri indicati.
Durante l’incontro affronteremo in particolare i temi legati a:
• degrado urbano
• microcriminalità
• mobilità cittadina
Inoltre, vi comunicheremo la data dell’incontro ufficiale tra il Sindaco e la delegazione degli esercenti UBCC, che rappresenterà le istanze del territorio.
Presenteremo anche un nuovo format partecipativo, che partirà a metà ottobre e vedrà il coinvolgimento diretto di chi ci segue: raccoglieremo domande, segnalazioni e critiche da portare direttamente al Sindaco e alla sua Giunta, insieme a voi.
Prenotatevi il prima possibile, vi aspettiamo!


DIRETTA RED RONNIE, MATTEO LEPORE, GIORGIO GORZA UBCC

2 SETTEMBRE 2025

DIRETTA RED RONNIE, MATTEO LEPORE, GIORGIO GORZA UBCC

Ieri sera nella diretta di Red Ronnie, durante l’intervista del Sindaco Matteo Lepore, è apparso il sondaggio promosso da Una Bologna Che Cambia dove, in poche ore, più di 1000 persone hanno espresso la propria opinione sui Taser e le Pipe per il crack.

Grazie Red per aver mostrato al Sindaco l’opinione dei cittadini bolognesi, non prettamente catalogabili come “di destra”, in quanto in tantissimi hanno intercettato il sondaggio, con più di 200 condivisioni, che girava per i social.

Matteo, ci vediamo da te la prossima settimana con Giorgio Gorza. Anche noi parliamo con tutti, soprattutto se è nell’interesse della nostra amata Bologna.

Per vedere l’intervista completa:
👉 https://www.youtube.com/watch?v=Qdjt9jJ5SVY

#Bologna


MATTEO LEPORE, DACCI OGGI LA NOSTRA IDENTITÀ QUOTIDIANA

1 SETTEMBRE 2025

MATTEO LEPORE, DACCI OGGI LA NOSTRA IDENTITÀ QUOTIDIANA

A Bologna la politica sembra essere bloccata in una sorta di eterno ritorno. Da un lato una maggioranza di centrosinistra che, pur con i suoi limiti, riesce sempre a intercettare il consenso prevalente in città. Dall’altro un centrodestra che, nonostante qualche slancio, continua a parlare solo al proprio elettorato di riferimento senza riuscire a sfondare né ad attrarre chi proviene da sensibilità diverse.

Il risultato è una dinamica cristallizzata: due poli che si fronteggiano, ma senza reale possibilità di contaminazione.

Il centrodestra non prova neppure a cercare un linguaggio comune con chi, pur critico verso l’amministrazione, mantiene valori e sensibilità legate alla tradizione progressista bolognese.

Così, ogni elezione si riduce a un copione già scritto, con la città che continua a scegliere “l’usato garantito” piuttosto che essere stimolata da una vera alternativa.

Eppure Bologna avrebbe bisogno di una politica nuova, capace di andare oltre gli schieramenti rigidi, di parlare di temi concreti (sicurezza, welfare, ambiente, qualità della vita nei quartieri) con parole inclusive, capaci di coinvolgere cittadini che oggi non si riconoscono in nessuna delle due opzioni tradizionali.

È qui che nasce la visione di Una Bologna Che Cambia: un movimento civico che non si limita a stare dentro i confini ideologici. Perché solo aprendo spazi nuovi, che non si chiudano nel vecchio schema destra-sinistra, Bologna potrà davvero cambiare e uscire dall’immobilismo politico che la frena da troppi anni.

Movimento Civico Una Bologna Che Cambia – UBCC


Privacy Preference Center