Le città europee stanno perdendo la loro anima
21 LUGLIO 2025
Le città europee stanno perdendo la loro anima
Cammini nel centro di Bologna, poi sei a Valencia, poi a Lione. Cambia la lingua, cambiano le piazze, ma i negozi no: Zara, Starbucks, Sephora, JD Sports, Primark, Kiko, Foot Locker, McDonald’s.
Lo stesso logo, la stessa vetrina, la stessa musica in sottofondo.
La standardizzazione dei centri storici sta svuotando le città europee della loro identità.
Da città uniche a centri commerciali a cielo aperto.
In nome del turismo, della vivibilità, della “vitalità urbana”, le amministrazioni locali – Bologna compresa – stanno progressivamente trasformando i centri storici in spazi commerciali omologati.
I piccoli negozi chiudono, i marchi globali arrivano. Gli affitti si impennano, la residenza si svuota.
Le città smettono di essere luoghi vissuti, diventano vetrine da percorrere, non da abitare.
Quando perdi il commercio di prossimità, perdi anche la memoria del quartiere.
Ogni volta che chiude una ferramenta (Tedeschi) o una libreria indipendente per far spazio all’ennesimo punto vendita fast fashion, la città si impoverisce.
Una Bologna Che Cambia dice basta a questo modello!
Non possiamo rassegnarci a vivere in una città che assomiglia sempre più a un outlet. Serve una politica urbana che:
– difenda il piccolo commercio e i negozi di prossimità
– limiti l’espansione delle catene nei centri storici
– favorisca l’insediamento di attività artigianali, culturali, mutualistiche
– valorizzi l’identità e la biodiversità urbana
Perché una città non è uno scenario da visitare, ma un luogo da abitare.
Una Bologna Che Cambia si opporrà alla svendita della città al miglior offerente.
Serve una visione che tuteli la nostra storia.
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